OLIVIERI NEWS

  • Nov 29 2021

    Trend internazionali & mercato interno: ecco cosa dicono i dati

    Siamo quasi alla fine del 2021, anno che verrà ricordato non solo per la gestione della fase post pandemica ma anche per il nuovo assetto economico che sta gradualmente prendendo piede e livello globale. Segnale incontrovertibile ne è l’aumento dei prezzi delle materie prime.
    In un recente studio Coldiretti ha calcolato la fiammata degli aumenti riferendosi all’indice FAO: a settembre 2021 tale indice ha toccato il valore più alto dal 2011, trascinato dai prezzi internazionali dei cereali (+27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) a fronte di un aumento dello zucchero del 53,5% e dei grassi vegetali che hanno registrato un + 60% rispetto allo scorso anno.
    Cambiamenti climatici, conseguenti cali produttivi, minore disponibilità di materia prima, aumento dei costi di trasporto sono alcuni dei fattori che hanno contribuito all’impennata. Da non dimenticare poi il peso della Cina che da tempo sta letteralmente stoccando tonnellate e tonnellate di cereali e di semi oleosi andando di fatto ad influenzare i prezzi a livello mondiale.
    A questi fattori si aggiunge da ultimo l’aumento dei costi per energia elettrica, gas e greggio che andranno a gravare ulteriormente su tutta la filiera, consumatore finale compreso.
    Se questo è lo scenario a livello macro, a livello micro si evince che la spesa degli italiani si sta gradualmente polarizzando. Da un lato crescono prodotti super premium (+0,3%) e premium (+01%) e dall’altro aumentano gli acquisti in primo prezzo (+0,4%). Tra le maggiori tendenze i prodotti 100% italiano guidano la scelta dei consumatori (+8,1%), seguiti dai prodotti senza lattosio (+11,7%), senza zucchero (+4,7%), integrale (+4,3%). Bene anche per i prodotti con denominazione di origine: +9,6% nel 2020, per un valore di 2,7 miliardi pari ad una quota del 65% del totale secondo i dati IRI recentemente presentati a Milano in occasione di Tuttofood. Il comparto alimenti&bevande si conferma il principale traino della crescita nella distribuzione moderna che registra un +2% per i discount, un +0,3% ai drugstore e un +1,3% per l’e-commerce. E proprio all’interno del commercio elettronico, che in Italia vale quasi 39 miliardi di euro, il settore food&grocery supera la soglia dei 4 miliardi di valore con una crescita del +40% rispetto al 2020, anno che a causa della pandemia, aveva comunque registrato incrementi tra l’80 e il 120% (fonte Netcomm).

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